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Smart city e ideologia della rete: l’Università di Chieti-Pescara presenta il primo ‘Plastico delle intelligenze’

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Smart city e ideologia della rete: l’Università di Chieti-Pescara presenta il primo ‘Plastico delle intelligenze’

Bisogna fare in modo che la rete non funzioni mai ‘a pezzi’, ma cerchi sempre connessioni nuove e immediate tra ogni suo elemento, altrimenti il sistema non funziona come dovrebbe e nascono le inefficienze

Ciò che accade in un qualsiasi punto di una rete ha ripercussioni sul resto dei nodi. L’intelligenza di una rete sta nel funzionamento efficiente di tutti i suoi snodi nevralgici, che devono garantire percorsi multipli tutti efficaci e funzionali alla tenuta del sistema. Questa è la visione d’insieme dell’ideologia della rete, da cui nasce un modello che può essere applicabile a qualsiasi settore della società, dell’economia, della cultura, della scienza e della politica. È quanto affermano i ricercatori del Polo Analisi delle Reti, di cui è fellow il prof. Marco Santarelli, nato all’interno del Laboratorio di intervento sociale, del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università G. D’Annunzio di Chieti e Pescara, coordinato dal prof. Ezio Sciarra, Decano e Ordinario di sociologia.

Un centro di ricerca e sviluppo che si dedicata all’accrescimento delle conoscenze relative al funzionamento delle reti, attraverso nuove applicazioni e sperimentazioni multidisciplinari, aperto a studiosi italiani e stranieri, che ha presentato proprio nei giorni scorsi a Vasto (CH) il ‘Plastico delle reti‘. Un modello di Smart city, il primo nel suo genere, in cui l’intelligenza della città prende forma nella rappresentazione dei punti di forza e delle criticità, mostrando in che modo le reti funzionano e smettono di funzionare a seconda dei fenomeni che in esse prendono vita.  Il progetto è stato presentato, nell’ambito dell’iniziativa di orientamento scolastico ‘Orientati. Formati al futuro’, dal suo stesso ideatore, Marco Santareli, fellow del Polo e associato di ricerca presso diversi enti internazionali, tra cui il Cnr-Isc, il Lims di Londra e l’Imt di Lucca. 

Al centro del plastico c’è il modello ideale di sviluppo, ovvero la cosiddetta smart city, dove, tra smart grid, reti alimentate da fonti di energia rinnovabili, aree verdi, mobilità elettrica ed edifici sostenibili, tutti gli elementi sono connessi tra loro in modo intelligente e funzionale. Il modello, essendo intelligente, si arricchirà man mano di nuovi elementi, che avranno l’obiettivo di illustrare i possibili collegamenti e le probabili interazioni tra le diverse parti che lo compongono. “Il modello – ha spiegato Santarelli all’Ansa- rappresenta una rete intelligente, una rete che colloquia e unisce elementi intelligenti. C’é un’interazione tra le diverse componenti e aiuta a capire come funzioni e in che modo sia costantemente interconnesso il mondo, anche nella sua declinazione urbana“. 

La natura, l’energia, il traffico in città, il volo degli aerei e quello degli uccelli migratori, le banche, la finanza e la crisi, la sanità, i social network: tutto è rete di rete. il modello presentato dal Polo nasce da questo concetto e dallo studio delle spontanee interrelazioni ed interconnessioni che si creano all’interno dell’universo preso in esame. Bisogna fare in modo che la rete non funzioni mai ‘a pezzi’, ma cerchi sempre connessioni tra ogni suo elemento, altrimenti il sistema non funziona come dovrebbe e nascono le inefficienze. ‘La ‘rete’ – ha affermato Santarelli – sta diventando una vera e propria ideologia. Non rappresenta più soltanto internet e i social network, ma un concetto applicabile a tutti gli ambiti dello scibile umano‘. Oggi, ‘a valorizzare il concetto di rete è il suo stesso utilizzo”. Reti che ‘ci permettono di prevenire sprechi, di abbracciare il risparmio e generare rispetto per l’ambiente da un punto di vista sistemico‘. 

Da qui si può procedere allo studio di misure anti-crisi, per la riduzione dei consumi energetici, per evitare epidemie (animali, umane e mutanti), ridurre la congestione dei trasporti, abbattere l’inquinamento, aumentare le aree verdi, ripensare l’architettura degli edifici, la disposizione di centri commerciali, negozi, centri universitari, scuole, ospedali, luoghi per l’intrattenimento e il relax. Le smart city si compongono di diversi elementi critici e sono tutti disposti in rete. Solo con uno sguardo di questo tipo è possibile immaginare un centro urbano efficiente e funzionale, a misura d’uomo e aperto all’innovazione, sui cui intervenire in ogni momento per ridurre inefficienze e sprechi. 

Le città post-moderne crescono e accumulano risorse in maniera velocissima. Sappiamo che entro pochi decenni il 70% almeno della popolazione mondiale vivrà in estese megalopoli. Il lavoro del Polo Analisi delle Reti è tutto orientato verso questo orizzonte di ricerca, nel tempo e nello spazio, con il fine di rendere il sistema e le sue reti funzionanti e autosufficienti, in momento e luogo.